|
LANGOLO DI R.B.H. (Rigid
Body con Handicap) |
| |
|
Arsenio Lupon, assai galante
e molto ladron |
Il titolo è rubato da Max Bunker, i mitici inventori di Alan Ford,
e lascia intravedere l’ argomento trattato; in quella puntata si
parlava di una persona fisicamente sfortunata che oltra a rubare, si travestiva
con artefizi diventando un vero e proprio Adone.
Questa situazione si verifica spesso nel golf “della domenica”.
Non ho ancora trovato un circolo/campo in cui, giocando a fianco ad un
socio non mi sia sentito dire sottovoce: “vedi quello là?
Attento che se ti capita in gruppo, minimo ti frega x colpi!!!”.
E’ tipico del costume italiano trovare scorciatoie e per poter vantare
hcp bassi, tutto e’ concesso.
Ho assistito spesso a tentativi più o meno sofisticati di alterare
i risultati e personalmente li ho quasi sempre lasciati correre, rischiando
io stesso penalità, per non squilibrare ulteriormente il mio vacillante
stato emotivo durante una gara: sono sempre estremamente arrabbiato con
quell’ incapace che manovra il mio corpo e che gli detta strategie
di gioco assolutamente suicide (il mio alter ego golfistico), e alterarmi
con altri agenti esterni peggiorerebbe ulteriormente la situazione.
Devo però ammettere che in alcuni casi avrei potuto solo complimentarmi
con il “birichino” di turno.
Tra i “ladroni” esistono due categorie: gli “artisti”
che godono di tutta la mia simpatia, e gli “sfrontati” sui
quali investo una domenica a semestre e che, a costo di rovinarmi lo score
più di quanto riesca a fare da solo, controllo maniacalmente sino
a quando si arrendono dichiarando finalmente il punteggio esatto.
Gli artisti usano trucchetti da mago, da illusionisti.
Personalmente ho assistito a palline che scivolavano fuori dal fondo di
un calzone, Drive tirati nella nebbia risultati poi chilometrici, palline
ritrovate sempre sul ciuffo più alto del rough o invenzione “just
in time” di regole locali e/o universali chiaramente a favore del
giocatore. Fino a qui tutto “normale”; il genio sta nella
attuazione.
L’ artista si presenta con un sacchettone leggermente nascosto (il
giusto compromesso vedo-non vedo) di palline identiche tra loro e marcate
con lo stesso colore e calligrafia.
La palla persa diventa così facilmente rimpiazzabile e se se ne
trovassero 2 c’ è sempre il dubbio che almeno una fosse lì
da prima della gara.
Un'altra caratteristica è la velocità di raggiungimento
della palla: arriva sempre per primo, tanto da poter migliorare un lie
sconfortante in un posizionamento degno del miglio tappetino. Questa velocità
gli permette anche, in caso di nebbia di trovare SEMPRE la pallina in
centro fairway; è capitato che un simpatico signore (uno dei migliori
artisti) dichiarasse, mediante un “E’ QUI!” urlato nella
nebbia più fitta, di aver trovato la sua palla in fairway, raggiunta
naturalmente in cart, dopo un drive da 250 mt in salita, non spiegandosi
come mai solitamente tirasse degli slice da 150 mt massimo.
Sono inoltre epiche le regole su misura, come palla impicciata anche in
bunker piuttosto che buche ovunque identificate “da animali escavatori”
(effettivamente io stesso potrei essere indicato come tale), per non parlare
dei piedi “nel bagnato” anche in agosto in periodo di allarme
siccità.
Definirei “truffa” a livello metafisico d’ ingegno l’
episodio dello score già compilato in toto già alla buca
4, mostrando capacità profetiche degne della Sibilla Cumana.
Il tutto però viene eseguito con una sicurezza ed una simpatia
inattaccabile, e quindi li si può solo ammirare.
Altra cosa sono gli “sfrontati”, quelli che si lamentano dal
primo tiro alla consegna degli score, quelli che ti disturbano appositamente
mentre tiri, per potere dire a fine gara: “oggi era impossibile
giocare, anche il mio compagno sbagliava continuamente!” e altre
antipatie del genere.
Gli sfrontati più che rubare si autogiustificano: è talmente
palese la avversione del cosmo nei loro confronti che qualche colpo se
lo possono sempre togliere!
Allora i 6 colpi diventano 5, la penalità non è mai conteggiata,
l’ air shot è sempre un colpo di prova, il fuori limite diventa
ostacolo acqua senza possibilità di replica a costo di litigare,
chiamare il giudice e, oltre a farsi “il sangue amaro” perdendo
tranquillità e concentrazione, ti rovini la giornata, la rovini
a chi ti segue e ci metti 6 ore a fare 18 buche.
Di loro ne ho già parlato fin troppo, non meritano assolutamente
attenzione.
Concludo tornando agli artisti del “furto” segnalando solo
l’ episodio eccezionale capitatomi personalmente: marcavo una persona
simpaticissima, la tipica persona che ti scegli come vicino di tavolo
ad una cena, ma in campo spesso birichino.
Dopo una buca par 4 finita con un punteggio a mio parere in doppia cifra
mi dichiara un 6 di tutto rispetto. Di fronte ad un “errore”
così macroscopico mi permetto di dire “sei sicuro?”.
Al che lui si ferma, conta mentalmente i colpi e con l’ aria del
Beato Angelico mi guarda e sorridendo mi dice: “ hai ragione, grazie…..
5!!!!!” |
| |
archivio
|
prossimo
 |
|
| |
|