Blue Team Golf Academy paesaggio

L’ANGOLO DI R.B.H. (Rigid Body con Handicap)
 
Leggende metropolitane

Ogni ambiente e’ ricco di dicerie, mezze verità e miti; tutto questo rientra nelle leggende metropolitane.
Anche il golf presenta alcune storie tipo “il coccodrillo bianco delle fogne di New York” o il motociclista che dopo essere caduto si toglie il casco e “si apre la testa”, sicuramente meno cruente ma ugualmente simpatiche.
Mi piacerebbe anche venire a conoscenza di altre a me ignote o semplicemente sapere che diffusione hanno in giro per i circoli.
Io ne ho alcune che per semplicità chiamo: “le storie del golfista R”.

NB questi sono racconti sentiti sui campi o più frequentemente ai tavoli delle club house; non mi assumo nessuna responsabilità sulla loro veridicità.

“Il risvolto”
Dopo l’ ennesimo rattone finalmente R riesce a alzare una palla. Ferro 9 che si alza benissimo, veleggia in aria e ricade con parabola perfetta. Purtroppo il tiro, seppur bellissimo cade in bunker.
Il momento e’ un misto di orgoglio e sfiducia e l’ approccio con il tiro dalla sabbia non è di quelli più sereni. Mille prove fuori dalla perfida buca sabbiosa, grip perfetto e giù nell’ incubo dei golfisti.
“spezzo i polsi o no?, peso sul sinistro?,….” mille pensieri nella sua testa e poi finalmente…. STOCK!!! il colpo parte ma nessuno vede la pallina partire o atterrare. Ci si guarda in giro, nessuno vede niente e R un po’ stupito si muove ma si accorge di avere un peso addosso. Non e’ la coscienza sporca per una prova un “po troppo vicina” alla sabbia ma mezzo etto di plastica nel risvolto dei pantaloni: la pallina, sfidando ogni logica della fisica si era andata a infilare nel fondo delle braghe!!!! R guarda il proprio marcatore con gli occhi di un San Bernardo a fine giornata e chiede:” e qui, quante penalità mi prendo?”

“L’ostacolo acqua”
R aveva festeggiato il giorno prima il compleanno e come regalo un vero amico gli diede una scatola di palline Tour Series.
Arrivato al tee del par 4 con il lago minaccioso a tre metri dall’ area di partenza R ebbe un serissimo dubbio morale: Giocare la tipica pallina “da acqua” ben conscio del proprio livello qualitativo con il drive, ammettendo con se stesso la propria “idrofobia” o farsi una iniezione di autostima e mettere sul tee la pallina nuova con il rischio di vederla inabissarsi qualora la qualità del tiro non fosse stata accettabile? Offendere l’ amico non usando il regalo (salvandolo dalle acque) o usare il regalo e rischiare di non poterlo mostrare a fine giro?
Alla fine vinse il coraggio, la pallina venne posizionata sul tee. “In fondo – pensò R - non tirarla adesso per perderla in rough fra tre tiri me le farebbe girare molto.”
R si dressò, fece due swing di prova e tra lo stupore dei compagni cambiò ferro: impugnò il putter, con precisione chirurgica mandò la pallina una spanna oltre il paletto giallo; poi con flemma inglese, raccolse il regalo e la droppò salva nell’ area prevista.

“Gerovital”
La giornata di ferie permette a R di avere il campo totalmente a disposizione. Giochicchia le prime buche poi alla quinta raggiunge un vispo vecchietto che con attrezzatura alla Bobby Jones e’ sul tee di partenza. R persona totalmente competitiva con avversari abbordabili gentilmente chiede: Facciamo insieme un paio di buche? L’ anziano golfista con accento straniero ma in italiano comprensibilissimo accetta di buon grado “va bene, così mi spiega il campo”. R tira un drive decente e il vecchietto gli fa i complimenti. R ringrazia e ridendo sotto i baffi fa il modesto, vedendo l’ avversario che tremolante si addressa. “Quanti metri e’ questa buca?” “circa 320” risponde R aspettandosi almeno quattro tiri per vederlo in green. Il vecchietto a quel punto scarica un drive da almeno 200 mt. R rimane di sasso “complimenti” dice a denti stretti. “grazie” risponde l’ anziano “merito tutto del drive nuovo!!!” (un parsimmon con shaft pesantissimo in ghisa)
R a questo punto innervosito tira il suo secondo colpo che si rivela un gancione in rough alto. Il vecchietto dal canto suo va sulla palla e tira un morbido ferro 7 che atterrato in green ritorna con spin di 2 mt verso la buca. R con occhi rossi lo guarda, il vecchietto si avvicina e candidamente dice “se non ti dispiace io finisco la buca e vado che ho un po di mal di schiena, scusa se non ti aiuto a cercare la pallina”. Mentre si allontana per chiudere in birdie la buca R vede una spilla un po brunita attaccata alla sacca dell’ ex compagno: “1953-British Open Player”……
 
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