Blue Team Golf Academy paesaggio

A proposito di bunker
 
“Avevo la palla infossata nel bunker e ci sono voluti tre colpi per uscirne”, oppure “Ero sotto sponda quando mi è partito un top che ha volato tutto il green”, sono frasi ricorrenti nei giocatori di medio-alto handicap.
La maggior parte di essi pensa che l'uscita dal bunker sia un colpo difficile e quindi provoca loro tensione ogni volta che la pallina vi cade dentro.

La causa invece e dovuta a una carenza tecnica.

Coi nostri allievi iniziamo sempre una sessione di pratica dal bunker, informandoli sui principali aspetti tecnici per eseguire questo colpo: aprire leggermente lo stance e la faccia del bastone abbassare il baricentro del corpo affondando i piedi nella sabbia e altro.

Per infondere loro maggiore sicurezza, li facciamo praticare dal centro del bunker da un buon "lie" e, dopo alcuni colpi incominciano a far atterrare la palla sul green vicino alla buca.

Questo potrebbe già essere un progresso, sempre che poi riescano a trovare la palla ben posizionata ogni qualvolta finiscono in bunker.

Sfortunatamente questo non sempre succede, per una ragione importante quale la consistenza della sabbia che varia da buca a buca e da campo a campo.

Bisogna quindi modificare la tecnica in relazione alla sabbia che si trova sotto la nostra palla.
In queste pagine, con l'aiuto di Marcello Santi, spiegheremo le principali modifiche tecniche da applicare a seconda che vi troviate in un bunker con sabbia dura o soffice.

 Bunker con sabbia dura

 Bunker con sabbia soffice
 
 
Angolo della Tecnica  
approccio al green

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